LEONARDO
DA VINCI

UOMO DI INGEGNO E DI TALENTO INVENTORE, ARTISTA E SCIENZIATO

Leonardo da Vinci è considerato il più grande genio della storia, un uomo brillante e poliedrico, d’ingegno e talento universale scienziato, inventore, artista, ingegnere, anatomista. 

 

E’ stato definito un Genio Universale avendo realizzato importanti scoperte ed innovazioni nel più disparati campi, dall’ingegneria meccanica, alla scienza, dall’anatomia alla pittura. Genio unico, fecondo ed universale Leonardo è considerato una delle menti più ingegnose e prolifiche del Rinascimento.

 

Leonardo da Vinci-Uomo Vitruviano
Uomo Vitruviano - Accademia di Venezia
Museo Interattivo Leonardo da Vinci di Firenze Via dei Servi, 66/r - autoritratto di Leonardo da Vinci
Autoritratto di Leonardo da Vinci - Biblioteca Reale di Torino

Oltre alle sue famose opere pittoriche, Leonardo da Vinci ha lasciato ai posteri una massa enorme di taccuini (ora chiamati “Codici”) colmi di appunti e disegni, alcuni peraltro ancora oggi non del tutto decifrati, in cui si rileva l’affascinante attività dell’uomo di scienza, di ingegno e di scrittore.

 

Formatosi a Firenze nel 1500, e quindi nel pieno del Rinascimento Fiorentino, Leonardo da Vinci ha avuto lo straordinario merito di affrontare problemi complessi e progetti ambiziosi, rincorrendo, ad esempio, il sogno di volare, un desiderio ricorrente nei pensieri dell’uomo sin dall’epoca più antica.

 

Nel Museo, dopo anni di accurati studi e ricerche, proprio partendo dalla realizzazione delle sue famose macchine e meccanismi, abbiamo inteso valorizzare ed evidenziare l’unitarietà del pensiero di Leonardo, che si sintetizza con la sua visione sostanzialmente meccanicistica del mondo.

 

Per Leonardo, infatti, macchine, corpo umano e mondo della natura sono governati dalle stesse ferree leggi.  Questa visione trova espressione in una serie di magistrali disegni che segnano la nascita della moderna illustrazione scientifica.

UN UOMO STRAORDINARIO

Parlare di Leonardo da Vinci significa affondare nelle radici del Rinascimento e ricostruire il personaggio contestualizzandolo all’alba della rivoluzione scientifica che trasformerà la visione del mondo moderno.

 

Leonardo ebbe fortune immediate come pittore ma nel tempo fu apprezzato per la sua straordinaria personalità. Abile ed affabile conversatore, descritto dagli storici molto bello, alto, ben vestito, anche in modo stravagante con abiti che lui stesso si disegnava, sapeva spaziare in tantissimi generi dell’interesse umano.

 

Attorno a lui nacquero leggende, ancora oggi alimentate, che trovano fertili aspirazioni dall’interpretazione dei suoi disegni.

 

È impossibile raccontare in poche righe la ricca e complessa esistenza di questo straordinario uomo, molto è stato scritto sul suo conto. Preferiamo quindi svelarti alcuni particolari della sua personalità e del suo grande genio.

 

Pensiamo ad esempio alla prima opera di Leonardo.

 

Vasari, storiografo del 1500, racconta che Leonardo, dovendo decorare uno scudo di legno su richiesta di suo padre, decise di rappresentarvi come effige, un mostro alato. Per poterlo fare nella maniera più realistica possibile, unì diverse parti di animali e insetti morti, quali lucertole, cavallette, serpenti e grilli senza nemmeno accorgersi del fetore che essi emanavano, tanta era la passione artistica che lo muoveva.

 

Il padre, colpito dal realismo dell’opera, vendette lo scudo per 100 ducati a dei mercanti che, a loro volta, lo vendettero al Duca di Milano per trecento ducati.

 

Fu questa, la prima opera di Leonardo da Vinci di cui si abbia notizia, opera che rivelò la sua attitudine a combinare immaginazione e osservazione, dote che lo accompagnò per tutta la sua vita.

 

Leonardo è un giovane volenteroso e servizievole e capisce subito che può riscattarsi dalla sua condizione di figlio illegittimo apprendendo il più possibile a padroneggiare le varie discipline artistiche: dalla pittura alla scultura, dall’oreficeria all’architettura così da poter frequentare le più importanti corti italiane alle quali solo i migliori artisti potevano accedere.

 

In breve tempo, la sua abilità supera quella del maestro. Vasari racconta che Verrocchio, avendo incaricato il giovane assistente Leonardo, di dipingere uno degli angeli del Battesimo di Cristo, rimase stupefatto dalla bellezza del risultato, tanto da affermare di non voler più prendere in mano un pennello, quasi risentito del fatto che un ragazzo ne sapesse più di lui.

 

Quando Leonardo da Vinci lascia la bottega del Verrocchio, Ludovico il Moro lo chiama a Milano. Lui, curiosamente, si presenta come eccellente cantante e musico, portando con sé una lira d’oro con l’archetto, da lui costruita, a forma di testa di cavallo.

 

Qui inizia un periodo di intenso lavoro, non solo artistico, ma anche tecnologico e militare, e Leonardo apre una sua bottega circondandosi di giovani allievi.

 

Uno in particolare attira la sua attenzione: il bellissimo ma vivace e turbolento Gian Giacomo Caprotti detto Salaì, dal termine Saladino che significa diavolo.

 

Usato spesso come modello, sembra essere proprio lui a dare il volto, negli anni seguenti, al San Giovanni Battista

 

Tra le varie ed importanti opere commissionate a Leonardo da Vinci in questo periodo, risaltano per la loro originalità, gli allestimenti scenografici delle feste di corte a Palazzo Sforza.

 

Una di queste, per il festeggiamento del matrimonio tra Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Este, è la Festa del Paradiso, nella quale i sette pianeti allora conosciuti giravano, impersonati da poeti che lodavano la duchessa Isabella.

 

Mentre si dedica alla realizzazione del famoso cavallo, lavora anche ai decori della Sala delle Asse del Castello Sforzesco e al Cenacolo nel refettorio di Santa Maria delle Grazie.

 

Come gesto di riconoscenza per le svariate opere realizzate per Ludovico il Moro, riceve in dono da questi una vigna di sedici pertiche milanesi, circa un ettaro, nella zona di Porta Vercellina.

 

Gli eventi storici dei primi anni del XVI secolo, portano Leonardo a passare da una committenza all’altra: dai Medici, signori di Firenze, ai potenti Borgia di Roma, fino agli Amboise, nuovi governatori di Milano.

 

Amplia le sue conoscenze nel campo dell’architettura, dell’urbanistica e dell’idraulica, progettando perfino nuove soluzioni per rendere navigabili i Navigli milanesi.

 

In questo periodo è accompagnato da Francesco Melzi che diventerà uno dei suoi allievi più fedeli, restando con lui fino alla sua morte in Amboise.

 

Alla morte di Giuliano de Medici, Leonardo accetta l’invito del Re di Francia Francesco I, che gli conferisce l’incarico di progettare la sua nuova residenza reale.

 

In seguito il Re di Francia offre a Leonardo una dimora presso il Castello di Clos Lucè ed un vitalizio, lo ammirava molto come artista ma anche come filosofo.

 

Il 23 aprile 1519, Leonardo convoca il regio notaio Boreau, per dettargli il testamento. Non lascia nulla al caso. Fa una descrizione dettagliata dei suoi lasciti e di come si dovranno svolgere le sue esequie, la scelta della chiesa di Saint Florentin in Amboise e il corteo funebre che sarà aperto dal rettore e dal priore della chiesa, accompagnati da 60 poveri, ognuno con una torcia in mano, a ciascuno dei quali saranno versati 70 soldi tornesi.

 

Dopo la cerimonia dovranno essere celebrate tre messe grandi e trenta basse secondo il rito gregoriano. Ogni chiesa che celebrerà la funzione riceverà dieci libbre di cera in candele grosse.

 

Leonardo non bada a spese è il regista anche del suo funerale, muore il 2 maggio 1519.

“Leonardo, un uomo che si svegliò troppo presto dalle tenebre mentre gli altri uomini dormivano ancora” 

(Sigmund Freud)

leonardo pittore

La Gioconda di Leonardo da Vinci
Gioconda - Museo del Louvre

Leonardo da Vinci, giovanissimo si dimostra estremamente portato per il disegno e la pittura, e  grazie a questo suo precoce talento, nel 1467 il padre, Ser Piero da Vinci, lo fa entrare come apprendista nella bottega del suo amico Andrea del Verrocchio a Firenze.

 

Gli anni passati nella bottega saranno fondamentali per la formazione di Leonardo, poiché il Verrocchio oltre che pittore è anche scultore, intagliatore, orafo, esperto di metallurgia, conoscitore delle tecniche di impasto dei colori e della preparazione delle vernici.

 

Dopo una decina d’anni lascia il Verrocchio e intraprende la carriera di artista indipendente. Leonardo usa il disegno come mezzo di espressione e di comunicazione ancor più valido delle parole.  

E’ un grande innovatore: approfondisce e sviluppa i precetti della prospettiva, già introdotti da Leon Battista Alberti suo predecessore.

 

Sviluppa la teoria della prospettiva aerea, tenendo conto dello sfocarsi degli oggetti alla distanza e del mutamento dei loro colori.

 

La profonda osservazione della natura, lo porta ad immortalare paesaggi talmente ricchi di dettagli da sembrare fotografati, e gli permette di descrivere fiori e piante con una precisione degna di un trattato di botanica.

 

Nei ritratti delle persone, Leonardo introduce il concetto del contrapposto: cioè mostra una diversa torsione del capo e del busto rispetto all’asse principale, una tecnica rivoluzionaria poiché i ritratti fino a quel tempo si disegnavano solo di fronte o di profilo.

Dama con l'ermellino - Museo di Cracovia
Annunciazione - Galleria degli Uffizi Firenze

Anche i suoi studi di anatomia e delle proporzioni del corpo umano si rivelano estremamente preziosi quando dipinge i ritratti che lo renderanno famoso in tutto il mondo.

 

Disegna, infatti, con scrupolosa attenzione le singole parti, le mani, le braccia, gli occhi, la bocca: li usa come mezzi in grado di comunicare i sentimenti all’osservatore.

 

Introduce il concetto di sfumato, di chiaroscuro, di velatura che sono le tecniche che rendono così vivi e veri i suoi dipinti e che verranno d’ora in poi adottate dai grandi nomi dell’arte come Michelangelo Merisi detto il Caravaggio.

Leonardo Anatomista

Leonardo da Vinci ha l’insaziabile desiderio di capire e poi disegnare tutto ciò che vede, trascorrendo la sua vita ad esplorare ogni cosa, compreso il corpo umano: “questa macchina perfetta“.

 

Ben più complicato delle sue macchine fatte di ingranaggi, il corpo lo affascina, vuole capire cosa c’è dentro, come funziona e cosa succede quando si ferma definitivamente.

 

Per studiarlo egli seziona corpi, generalmente di uomini e donne senza famiglia o di giustiziati nei sotterranei di Santa Maria Nuova (Ospedale a pochi passi dal Museo, in pieno centro storico di Firenze, tuttora operativo). 

 

Studia e disegna le loro ossa, le vene e le arterie, i muscoli ed i tendini, l’occhio ed i nervi.

Disegni anatomia Leonardo da Vinci
Museo Interattivo Leonardo da Vinci
Attrezzi chirurgici in uso in epoca rinascimentale

Leonardo contava di terminare per l’inverno del 1510 il trattato dell’anatomia umana dal titolo “De figura umana”, ma purtroppo non ci riuscì. 

 

Nel settembre 1513 lascia Milano alla volta di Roma, volendo riprendere le sue ricerche dopo la morte del professore di anatomia all’università di Pavia, Marcantonio della Torre, che tanto gli aveva insegnato.

 

Dovette però sospenderli perché accusato di “pratiche disdicevoli”. Nel 1516 si trasferì in Francia alla corte di Re Francesco I dove morì due anni dopo senza mai ritornare agli studi anatomici.

 

Tutti i bellissimi e numerosi disegni anatomici di Leonardo da Vinci  sono di proprietà della Regina d’Inghilterra, ben conservati al Castello di Windsor. Questi fogli sono tra i lavori più stupefacenti del grande Genio, sia a livello artistico che scientifico, in quanto viene visualizzato attraverso l’uso dell’immagine ciò che prima era soltanto descritto a parole.

cronologia

Anno 1452

Leonardo da Vinci nasce il 15 aprile ad Anchiano, un piccolo paese vicino a Firenze, figlio illegittimo di Notario Ser Piero e Caterina, contadinella o serva di osteria, donna di umili origini. Leonardo viene accolto nella casa paterna, borgo di Vinci.

Anno 1466

Si trasferisce con il padre a Firenze, dove risiede in una casa di fronte a Palazzo Vecchio

Anno 1469

Entra come apprendista nella bottega del Verrocchio, illustre pittore dell’epoca. Lavora con Botticelli, Perugino, Girlandaio, tutti artisti di grandissima fama.  Tra i tanti discepoli del Verrocchio, Leonardo sarà l’unico ad ereditare la polivalenza del Maestro.

Anno 1471

Collabora alla realizzazione dell’angelo sulla sinistra, nel dipinto “Il Battesimo di Cristo” del Verrocchio.

1472

Leonardo inizia la sua carriera artistica autonoma, iscrivendosi alla Compagnia dei Pittori di San Luca.

1481

Lavora alla pala d’altare “Adorazione dei Magi” presso la Chiesa di San Donato a Scopeto, lavoro che resterà tuttavia incompiuto.

1482

Viene assunto come “ingegnere di corte” presso la Signoria di Ludovico il Moro. Approfondisce gli studi di ingegneria ed architettura, dipinge ed insegna. 

1489

Studia la realizzazione della monumentale “statua  equestre“. Realizza solo il modello in cotto, poi distrutto dai francesi con l’invasione di Milano nel 1499.

1490

Realizza il ritratto di Cecilia Gallerani, amante di Ludovico il Moro, noto come “La Dama con L’Ermellino“. 

1495-1498

Lavora alla pittura dell'”Ultima Cena” con una tecnica di affresco particolare. L’opera però nel tempo è destinata a deteriorarsi.

1500

Leonardo ritorna a Firenze dove espone su cartone la Sant’Anna presso la Chiesa dell’Annunziata.

1502

Leonardo entra a servizio di Cesare Borgia con il titolo di ingegnere militare.

1502-1505

Insieme a Michelangelo decora il Salone del Cinquecento a Palazzo Vecchio: avvia la pittura murale raffigurante la battaglia di Anghiari, che però non sarà terminata. Lavora per realizzare “La Gioconda“. 

1506-1516

Leonardo si trasferisce di nuovo a Milano su invito di Charles d’Amboise, nuovo governatore di Milano. Li riprende i suoi studi sul volo, si occupa di fisica, ottica ed ingegneria idraulica. A Pavia riprende i suoi studi di anatomia dissezionando altri cadaveri.

1513-1516

Si trasferisce a Roma su invito di Giuliano de Medici. Vede la Cappella Sistina di Michelangelo e continua gli studi di geometria ed ingegneria idraulica.

1516

Nominato primo pittore, ingegnere ed architetto reale da Francesco I, si trasferisce nel Castello di Cloux ad Amboise.

1519

Muore il 2 maggio a Cloux, l’attuale castello-museo di Clos Lucé, lasciando i manoscritti, disegni e strumenti al suo discepolo ed erede principale Francesco Melzi. Dei suoi dipinti, misteriosamente, non si fa menzione.